A Milano il quadrilatero della moda cambia volto.

Silenzio e la calma che regnano in città e che andranno diminuendo avvicinandosi alla fine del mese e in vista dell’edizione speciale del Salone del mobile, in programma da domenica 5 settembre, e poi della settimana della moda donna, che inizierà il 21 settembre e sarà meno “phygital” delle ultime due.

Ci saranno, sia per il Fuorisalone, sia per la fashion week, incrociando le dita, ca va sans dire, molti eventi in presenza, che daranno respiro alle strutture e ai servizi ricettivi della città, per la quale la settimana del design (quelle di aprile 2020 e 2021 sono saltate causa pandemia) e le quattro settimane della moda sono da sempre volano economico e di immagine.

Nel quadrilatero della moda – per convenzione delimitato, ai quattro lati, da via Montenapoleone, via Spiga, via Manzoni e corso Venezia – però il periodo agostano non ha evidenziato solo il silenzio e la calma, bensì anche le molte vetrine oscurate e i cambiamenti in atto, con marchi che vanno e altri che arrivano. La calma e il silenzio del quadrilatero peraltro non sono necessariamente legati alla chiusura dei negozi che caratterizza molte altre zone della città, da sempre, a partire dalla prima metà di agosto.

Nel quadrilatero la maggior parte dei negozi non ha mai chiuso, neppure di domenica: sono rimasti aperti quasi esclusivamente per i turisti e quelli che si recano in via Montenapoleone e dintorni sono tutti altospendenti.

Non affollano le boutique, ma garantiscono scontrini altissimi. Non si mettono in coda sotto il sole (tranne che da Hermès, che peraltro ha organizzato un ingresso laterale e all’ombra del cortile interno del palazzo che ospita il negozio), restano per ore nell’aria condizionata delle sale vip delle boutique ed escono carichi di pacchi (nella foto in alto, l’esterno del negozio Hermès e l’interno della boutique Moncler). E se escono a mani vuote è solo perché gli acquisti vengono recapitati in albergo (il Four Seasons di via Gesù, una delle vie del quadrilatero, ha registrato in agosto il tutto esaurito o quasi). Sono global shopper arrivati dal Medio Oriente, dagli Stati Uniti, da Paesi dell’Europa dell’est e in piccola parte da altri Paesi dell’Europa continentale. Sono più discreti dei turisti – spesso gruppi famigliari – visti nei musei e, per lo shopping, in corso Vittorio Emanuele, cento metri in linea d’aria, o in via Torino o corso Buenos Aires.

Fino a pochi anni fa le quattro vie che delimitano il quadrilatero e tutte quelle che lo attraversano erano un susseguirsi di vetrine di marchi di alta gamma. Da almeno tre-quattro anni (era pre Covid) solo via Montenapoleone e via Verri e la sua “continuazione” via Sant’Andrea continuano a sembrare in ottima salute.

In via Spiga, pedonale e defilata (anche se si tratta di poche centinaia di metri e di passi) il silenzio è spettrale da ben prima di agosto e, almeno in certa misura, da ben prima della pandemia. Nel 2020 e 2021 si sono moltiplicate le chiusure definitive di boutique del lusso: solo in pochi i casi chi ha lasciato gli spazi è stato sostituito.

Nell’ultima parte dell’anno qualcosa potrebbe cambiare in positivo: Ralph Lauren ha finalmente ritrovato uno spazio nel quadrilatero (il precedente monomarca di via Montenapoleone è oggi una boutique Dolce&Gabbana): aprirà proprio in via Spiga, nel tratto più vicino a corso Venezia, dove prima si trovava Tory Burch, marchio americano che in Italia aveva fatto grandi investimenti retail, recentemente rivisti.

La boutique Prada all’angolo con via Sant’Andrea resta invece chiusa al pubblico: funge da vetrina, da invito, quasi, a visitare i negozi di Montenapoleone e galleria Vittorio Emanuele.