Con Armani la moda torna a sfilare. Mentre l’Italia guarda al via libera Ue al PNRR.

La sfilata in presenza di Giorgio Armani di lunedì è anche il simbolo della ripartenza di un settore che ha sofferto. La settimana vedrà al centro il via libera europeo di martedì al Piano per la ripartenza, in contemporanea al G20 su istruzione e occupazione, elementi chiave per la ripresa. Mercoledì l’assemblea di Mediaset voterà il trasferimento della sede in Olanda, dopo la pace con Vivendi.

Giorgio Armani è sempre stato un apripista, nel design così come nelle scelte strategiche. E’ stato il primo a decidere, già a febbraio 2020, ben prima del picco della pandemia, di sfilare a porte chiuse registrando lo show a teatro vuoto e trasmettendo in streaming il défilé. Ora è il primo a tornare in passarella.

Lo fa oggi nel cortile di via Borgonuovo 21, sede che ospitava storicamente le presentazioni delle sue collezioni. Il gruppo ha fatto sapere che anche la prossima collezione haute couture Giorgio Armani Privé si terrà in presenza il 6 luglio a Parigi, nel corso della settimana dell’Alta Moda presso un luogo simbolico: l’Ambasciata d’Italia. In quest’anno così difficile, Armani non ha solo ripensato le sfilate.

Ha investito 13 milioni per entrato col 4,99% del capitale di Italian Sea Group, sostenendo un’impresa giovane della cantieristica per yacht di lusso nel suo cammino verso Piazza Affari. E ha continuato a fare crescere il suo gruppo sul fronte internazionale stringendo un accordo con la società di sviluppo immobiliare Voshod per dar vita al progetto residenziale Armani/Casa Moscow Residences, che sorgerà a Mosca, a pochi passi dalla Galleria Statale d’Arte Tretyakov.

Ora tocca all’Italia. La presidente Ursula von der Leyen aveva deciso di spalmare i semafori verdi del Consiglio Ue in più giorni per il via libera ai Piani di ripartenza dei singoli Paesi europei. Dopo quelli di Danimarca, Francia, Germania e Grecia e quindi di Austria, Lussemburgo e altre nazioni, il 22 giugno sono attesi i nulla osta e la relativa pubblicazione dei giudizi sui piani dell’Italia e del Belgio. Von der Leyen volerà a Roma per presentare la valutazione al governo italiano del piano che sarà poi presentato il 23 e il 24 giugno al Consiglio europeo.
Tra i documenti al vaglio anche la mappa degli obiettivi intermedi e finali che ogni Paese dovrà rispettare per ottenere le tranche successive degli aiuti anticrisi e un corposo documento nel quale si analizzano i piani nel dettaglio in relazione agli obiettivi e ai requisiti dell’operazione Next Generation EU, alle raccomandazioni Ue. A questo punto solo il 13 luglio l’Ecofin si pronuncerà sui piani licenziati dalla Commissione. Ma il vero test sull’attuazione dei piani, sia per gli investimenti sia per le riforme, sarà fra sei-sette mesi, quando ogni Stato chiederà la seconda tranche. In quel momento occorrerà dimostrare di aver rispettato gli obiettivi intermedi del piano. Quindi la convinzione è che occorra fare le cose per bene da subito.