E’ morta Giusi Ferrè, storica firma della moda

Si è spenta nella notte tra il 14 e il 15 aprile Giusi Ferré, uno dei simboli del giornalismo di moda italiano. Aveva 75 anni, era malata da tempo. Mancherà moltissimo, a tutti. Ai lettori, a cui con enorme acume, leggerezza e senso dello humour, narrava fatti, vizi e virtù della società. Mancherà agli stilisti, a cui negli anni ha dato voce, senza mai perdere indipendenza e senso critico. E mancherà a tutti i colleghi, molti dei quali hanno iniziato a fare questo lavoro proprio con la speranza – o, per meglio dire, il miraggio – di essere un giorno al suo livello. 

Era inconfondibile Giusi Ferré, tanto nei suoi pezzi, che redigeva ancora caparbiamente su una macchina da scrivere (di social media non se ne parlava nemmeno, con lei), quanto nel suo aspetto, con i capelli rossi, ora più corti ora più lunghi, ma sempre dritti come fusi, e i vestiti preferibilmente neri. Milanese, nel 1975 si iscrive all’Ordine dei Giornalisti – il che non era ancora scontato per una donna, all’epoca -, per poi lavorare nella redazione di Epoca prima e dell’Europeo poi. 

È qui che Giusi Ferré dimostra a tutta l’Italia come la moda non sia “solo” begli abiti: i suoi pezzi, le sue analisi, le sue interviste, a  Miuccia Prada – la prima mai concessa dalla stilista – o a Giorgio Armani, mostrano a tutto il Paese (e a molti suoi colleghi che guardavano al tema con scetticismo), quanto sia importante analizzare il costume per comprendere davvero la realtà.

Negli anni è stata poi anche co-direttore di Amica assieme a Fabrizio Sclavi, tra i primi ad annunciare la sua scomparsa; invece per Io Donna, il settimanale del Corriere della Sera, s’è inventata la rubrica Buccia di Banana, dove illustrava le magagne delle mise dei divi. La sua ironia piaceva tanto che la rubrica era diventata anche una serie televisiva. Potere di Giusi Ferré.