Fame d’aria.

Lo scatto di uno shooting nato da un’ esigenza precisa. Quella di un auspicio a tornare a respirare liberamente. Non solo a livello fisico ma soprattutto morale, spirituale. E non è solo questione dei tempi d’oggi.

Tante parole sono state spese sulla pandemia, ripetitive e dannatamente pesanti. Una sovracomunicazione spinta dai media, dai giornali, dal web. La vera mancanza d’aria è stata proprio quella, un sovraccarico informativo che ha aggiunto una mascherina in più, quella mentale.

Non ha caso è notevolmente aumentato il numero di persone che hanno avuto bisogno di un aiuto psicologico, stando sempre ai dati forniti da quello stesso tipo di informazione che ci ha soffocati per tutto questo tempo.

Per cui notizie su notizie, previsioni, decreti, restrizioni, ipotesi. Le reazioni molteplici e diverse a tutto ciò hanno creato altre notizie, scatenando tendenze e confermando dati.

L’ uomo ha bisogno della tragedia che è essenziale per la sua stessa esistenza. Il dramma è sempre stato dentro di noi. Una pandemia come una guerra o una catastrofe, sono solo il pretesto per tirare fuori tutto dall’ animo di ognuno di noi: miseria, paure, dubbi, ira e qualche scusa.

Ma nell’ uomo c’è anche altro per fortuna. Nascosta o meglio seppellita dai sovraccarichi che siamo costretti a subire, c’è fame d’aria. Fame di libertà, di vita. Pochi sono i fortunati che riescono a saziarla e tra questi ci sono gli artisti che hanno meno dogane, meno passaggi per potersi esprimere liberamente, diciamo che hanno una sorta di passepartout.

In ogni epoca l’ arte è riuscita a dare risposte a molte domande ed inevitabilmente ne ha create altre anche più complesse. Un continuo rincorrersi di utopie, di pensieri, immagini, storie che hanno creato identità e culture diverse.

Questo scatto vuole esprimere letteralmente la voglia che ognuno di noi ha di respirare, di uscire dalla sopraffazione distorta dell’ informazione, di lasciare indietro i drammi e le paure, di vivere il tempo impreciso e sfuggente che è una parte “relativa” dell’ essere uomo.

Sergio Quadro Ph Milano – All rights reserved