Ganni e Vestiaire collective, co-lab per la moda circolare.

Vestiaire collective e Ganni si uniscono per promuovere la moda sostenibile. Il portale di vendite second hand e il marchio danese lanciano old+new=now, una sequenza di short movies con le #Gannigirls per coinvolgere la community in una conversazione sulla moda circolare e condividere consigli per avere un guardaroba più sostenibile. In ognuno dei quattro episodi, una delle protagoniste mostrerà come indossare i capi Ganni delle collezioni passate abbinandoli a pezzi pre-loved trovati su Vestiaire collective. Le modelle danesi Caroline Bille Brahe e Chili Dia, la musicista Flame Faire e la modella, interior stylist e direttore creativo Christine Sofie, daranno anche alcune tips per vestire in maniera eco-friendly.

L’iniziativa è stata lanciata a metà agosto sull’app e sull’account Instagram di Vestiaire collective, nonché sui canali Youtube e social del marchio di Copenhagen. Tutti i capi Ganni pre-loved presentati saranno disponibili all’acquisto e le interviste con le ragazze saranno live sui canali social sia di Vestiaire collective, sia di Ganni. Entrambi inviteranno i loro clienti fidelizzati a partecipare per saperne di più sulla moda circolare.

«Ho sempre adorato il vintage. Esso fa sì che i vestiti siano amati e apprezzati a prescindere dal tempo che passa e dà a tutti la libertà di esprimere il proprio stile», ha affermato Ditte Reffstrup, direttore creativo del danish brand. «Inoltre ci permette di reinventare il nostro guardaroba grazie alla moda circolare. Sono entusiasta di collaborare con Vestiaire collective: una delle cose che preferisco è scovare tesori da comprare. Adoro vedere come le mie amiche e le ragazze più cool di Copenaghen abbinano i pezzi del brand più recenti a quelli delle passate collezioni. Esprimendo la loro personalità rendono tutto unico».

Fanny Moizant, co-fondatrice e presidente di Vestiaire collective, ha aggiunto: «Siamo entusiasti di collaborare con Ganni e la sua clientela per sostenere attivamente la moda circolare. Vogliamo cambiare il modo in cui consumiamo la moda, e penso che dare una seconda o terza vita ai vestiti sia un passo importante per avere un approccio meno impattante a livello ambientale. Sono entusiasta di aprire la strada alla sostenibilità con un marchio globale come Ganni».