I marchi moda danesi e svedesi stanno conquistando il fashion system

Danimarca, Svezia e Norvegia non sono mai state così “calde”. Finalmente, infatti, i Paesi Scandinavi hanno conquistato l’elitario mondo delle maison. Le veterane capitali della moda, Parigi e Milano, non sono più sole, le Copenhagen, Stockholm e Oslo Fashion Week attirano sempre più l’interesse degli addetti ai lavori. I brand danesi, svedesi e norvegesi più belli da conoscere e comprare nel 2022.

I brand di questo nuovo panorama si distinguono per il design estremamente contemporaneo, basato sul mix di linee essenziali, contaminazioni street e dettagli inaspettati. Alla creatività quasi tutti affiancano una grande attenzione verso manifattura artigianale e tematiche sostenibili. Come ha confermato l’iniziativa “Sustainable Fashion Hub”, promossa all’interno dell’ultima edizione della Stockholm Fashion Week. Un polo, nel centro della capitale, dedicato a nuove etichette di moda circolare, dove, per coinvolgere il pubblico, era possibile noleggiare e scambiare abiti vintage. Da scoprire le novità della prossima edizione, in programma dal 7 al 9 Febbraio. Mentre le sfilate di Oslo e Copenhagen si fanno apprezzare da addetti ai lavori e pubblico, stagione dopo stagione, per gli originali e all’avanguardia look street style, nuove mete per individuare trend inediti e indicazioni di styling. 

Fanno da apripista in questo nuovo tour della moda i marchi Made in Danimarca. Grazie ad una moda che ha il sapore dell’avanguardia proprio come la loro ormai famosa cucina “New Nordic”, lanciata dal leggendario chef René Redzepi a capo del pluripremiato Noma. Stessi ingredienti nel piatto: gusto danese, ritorno alla materie prime (tessuti naturali) e sguardo verso il futuro nell’impiattamento-styling e nel design. Come raccontano i vestiti di Cecilie Bahnsen, Diplomata al Royal College of Art di Londra, dal tocco fiabesco ma pensati per un uso quotidiano e slegati da tendenze passeggere. O la maison Mother of Pearl, esempio di una moda etica di qualità e stile: “Non esiste un manuale su come rendere sostenibile un marchio, ma volevo sapere dall’inizio alla fine da arriva il nostro prodotto, chi lo stava realizzando e l’impatto sociale lungo il percorso. Ho viaggiato per trovare le migliori fabbriche, fornitori e agricoltori che hanno a cuore il pianeta e i suoi abitanti tanto quanto noi“, spiega Amy Powney, direttore creativo del brand danese.