Il Messico contro le multinazionali della moda che si appropriano dei disegni ancestrali delle popolazioni indigene

In Messico sta crescendo l’indignazione contro il marchio francese Sézane, l’ultima casa di moda in ordine di tempo, accusata di appropriazione culturale indebita.

A inizio gennaio un team di produzione della fashion label è arrivato nella località di Oaxaca, scelta come set ideale per enfatizzare i capi di abbigliamento della collezione accostati ai colori e alle trame tipiche dei tessuti messicani.

Un video di backstage ha fatto esplodere un vero e proprio caso: protagonista un’anziana signora indigena fotografata dalla troupe al mercato Teotitlán del Valle con indosso un mix di abiti della tradizione con quelli del brand. Viene anche filmata mentre balla danze tipiche, circondata dalla troupe e ospitata in un set ben organizzato.

La diffusione e la condivisione del video sui social ha provocato l’indignazione dell’Istituto Nazionale per le Persone Indigene per l’uso improprio dell’immagine. Il Governo promette un’indagine perché questo tipo di azioni ledono diritti e dignità delle persone, delle comunità e anche perché si rafforzano in questo modo gli stereotipi razzisti verso la cultura e le tradizioni dei nativi.

La risposta dell’aziende Parigi non si è fatta attendere: quanto è stato condiviso, assicurano, non fa parte della campagna pubblicitaria ma solo di uno storytelling da backstage del direttore creativo. Inoltre erano stati presi accordi con la signora incontrata al mercato e che ha accettato di partecipare, gratuitamente, al backstage informale.

Anche la stampa messicana si è interessata al caso con protagonista la signora Guillermina Gutiérrez. In un’intervista ha raccontato di essere stata avvicinata da una persona della troupe mentre lavorava presso la sua bancarella al mercato, di essere stata convinta a seguire questa persona solo per pochi minuti con la promessa di un successivo acquisto della merce in vendita. Il cambio dei vestiti, le foto e le riprese, documentate dal video della discordia, sono proseguite per circa un’ora, tempo tolto al lavoro della Gutiérrez che si è ritrovata poi senza alcun compenso o acquisto da parte della troupe ma con un maglione lasciatole in una busta di plastica. L’ondata di indignazione sollevata da media e social ha portato allea cancellazione della campagna in Oaxaca.

La controversia colpisce due nervi scoperti: da un lato le disparità di trattamento che non accennano a diminuire tra messicani. Dall’altra quella dell’appropriazione indebita della cultura e dei simboli della cultura indigena sia per la promozione commerciale del Messico che per la realizzazione di capi di moda da parte di molte aziende dia altisonanti che di fast fashion. Plagio e mancanza di rispetto sono alla base di una controversia, tra il governo del paese e il mondo in particolare della moda che continua nel tempo.