Il tallone di Achille.

Achille Lauro è tra i personaggi più eclettici e stravaganti del panorama dello spettacolo italiano.

Che sia in gara come quest’anno, nel 2019 e nel 2020, o che sia nel cast fisso con i suoi “quadri”, come l’anno scorso, Achille Lauro a Sanremo punta a stupire. Stavolta si è portato dietro l’Harlem Gospel Choir: «Sono anni che cerco di distruggere la mia carriera cambiando pelle, mettendomi in gioco. Ancora non ci sono riuscito. Se avessi voluto restare nella mia comfort zone, avrei fatto urban trap. Ma quello era dieci anni fa, un’altra mia vita: ora non sono più quello cresciuto nella comune, che vive sulle panchine di periferia. Ora sono uno che vuole rivoluzionare la musica, dire qualcosa di unico. Lo vedrete anche col mio tour nel 2022, ho già scritto roba per 10 dischi da quando lo avevo annunciato la prima volta. Non sarà più un semplice concerto, ma un cross over tra rock e musical, nei posti più fighi e diversi: dall’ippodromo di Milano al Teatro antico di Taormina, dal Palasport a Roma alla piazza Santissima Annunziata di Firenze. E pensare che suonavo nei garage…».

Molti lo accusano di essere ripetitivo in quella sua voglia di “far vedere trasgressione” (nella sua vita reale trasgredisce?) e di dissacrare. La trovata del Battesimo in prima serata davanti a milioni spettatori è una manovra ovviamente pensata e orchestrata nei dettagli.

Tutti si aspettano sempre qualcosa da Achille Lauro, è costretto sempre a fare qualcosa di diverso. Il personaggio è ormai intrappolato in se stesso e diventa difficile se non impossibile tornare indietro.

C’è bisogno di Achille Lauro? Certo. Come c’è stato bisogno dei Doors, dei Queen, degli Iron Maiden, dei Maneskin (solo per citarne alcuni) e di tutti quei personaggi che hanno stravolto, con le dovute proporzioni con il talento nostrano, il modo di comunicare o di assorbire e ripetere atteggiamenti per marcare pensieri altrimenti indicibili.

Il suo punto debole è proprio il personaggio che interpreta. La sua originalità diventa la sua prigione, dove diventa difficile sentirsi liberi, perchè comunque il “dio denaro” impone comportamenti per produrre interesse e quindi soldi.

Tutti partecipano ai concerti o alle esibizioni di Achille Lauro per la sua musica? Stento a crederci. La musica diventa secondaria, lo vediamo anche a Sanremo. Conta molto di più comunicare con l’ immagine, creare tendenze, stupire e come dice lui: cercare di distruggersi la carriera.

Poco importa se questa autodistruzione porta fiumi di denaro al protagonista, ma potrebbe autodistrurre chi, per emulare, trasgredisce davvero.