La moda italiana apre le porte alle vaccinazioni.

I fashion brand italiani si attrezzano per tutelare i propri dipendenti accogliendo la campagna vaccinale anti Covid-19 nelle proprie sedi. “La campagna risponde all’obiettivo di ridurre il gravoso lavoro svolto dalle strutture sanitarie, facendo sì che le risorse siano impiegate all’incremento di assistenza e cura”, ha appena comunicato Armani. Il brand metterà a disposizione l’Armani/Teatro, luogo che solitamente ospita le sfilate del gruppo, nei modi e nei tempi che saranno comunicati nei prossimi giorni e la partecipazione sarà su base volontaria.

Anche Gucci si impegna per contrastare gli effetti della pandemia aderendo all’iniziativa di Confindustria e mettendo a disposizione le proprie sedi aziendali, nel rispetto delle direttive ministeriali e sanitarie, per la campagna di vaccinazione dei propri dipendenti degli uffici, delle fabbriche e dei negozi, oltre 6mila in Italia.

Allo stesso modo, il gruppo Prada ha messo a disposizione tutte le sedi sul territorio nazionale. Lvmh, riporta il Sole 24 Ore, ha dato la disponibilità a vaccinare i lavoratori di alcuni marchi, tra cui Loro PianaFendiLouis Vuitton e Thelios, nelle sedi produttive. Pronto è anche il gruppo Ferragamo, che ha messo a disposizione locali aziendali a Firenze e a Milano per vaccinare circa mille dipendenti, di cui 800 nel quartier generale fiorentino dell’Osmannoro.

In Umbria Brunello Cucinelli, insieme alla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e con il supporto di Regione Umbria e Usl Umbria 1, ha messo a disposizione il Parco della Bellezza di Solomeo per l’allestimento di un punto vaccinale territoriale con due differenti linee dedicate alla somministrazione. L’azienda e la Fondazione di famiglia garantiranno gli emolumenti per il personale impegnato in questa operazione che al momento sarà composto da sedici unità. La struttura a regime dovrebbe somministrare circa 1.200 dosi settimanali a tutti i cittadini, e non solo ai dipendenti dell’azienda.

Non solo lusso. Ovs ha attivato il proprio medico e l’ambulatorio aziendale presso la sede di Mestre per la vaccinazione dei dipendenti in Veneto. L’azienda ha inoltre confermato alla Regione Veneto la disponibilità ad allestire, nel parcheggio presso il quartier generale alle porte di Venezia, una struttura idonea alla somministrazione di vaccini ai familiari dei dipendenti e ai cittadini, in base alle disposizioni attuative approvate.

Parallelamente anche il gruppo Benetton ha aderito al protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Veneto e dalle associazioni di categoria regionali. Il gruppo ha deciso, inoltre, di mettere i propri spazi a disposizione anche per la vaccinazione dei cittadini, con le modalità e nei tempi previsti dai protocolli attuativi che verranno sottoscritti.

“A sostegno della campagna di vaccinazione Marzotto Group ha messo a disposizione, ad uso gratuito, dell’Ulss 8 Berica e del Comune di Valdagno, uno spazio di più di più di 3mila mq all’interno dello storico opificio tessile”, si legge in una nota dell’azienda tessile italiana inviata pochi giorni fa.

La riqualificazione dello spazio, uno stabile storico costruito nel 1924, in punto vaccini è durata più di un mese e da giovedì 25 marzo, sono iniziate le prime vaccinazioni alla comunità.