MFF 111: la moda debutta alla Metaverse Fashion Week.

Da Dolce&Gabbana a Paco Rabanne, da Etro a Tommy Hilfiger, le maison hanno accolto l’invito a sfilare per la prima volta sulle passerelle virtuali di Decentraland. E tra Nft e look in realtà aumentata l’agenda globale delle settimane più hot del settore è pronta a rivoluzionarsi.

New York apre le danze e Londra scalda i motori della stagione in vista dei due appuntamenti clou di Milano e Parigi. Al battesimo in questo inizio del 2022, ma pronto a conquistare un posto di primo piano in un futuro decisamente prossimo, in cui reale e digitale sono destinati a dialogare sempre di più.

Il pianeta del metaverso punta infatti a colpire sempre più al cuore il mondo della moda. E in un momento in cui non si fa altro che parlare di Nft, acronimo di Non fungible token, letteralmente un’opera non copiabile, ossia qualcosa di unico che non può essere sostituito da altro, e di metaverse, termine coniato da Neal Stephenson nel libro appartenente alla cultura cyberpunk Snow crash del 1992, e descritto come una sorta di realtà virtuale, condivisa tramite Internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar, non poteva mancare la prima settimana della moda virtuale.

A battezzarla, Decentraland, piattaforma decentralizzata basata sulla blockchain Ethereum, nella quale gli utenti hanno la possibilità di fare trading attraverso la compravendita di terreni e svolgere attività di svago. E tra queste attività di svago è comparsa proprio la prima Mvfw-Metaverse fashion week, a identificare una quattro giorni di moda e stile totalmente virtuale.

Tra le prime maison ad aver accolto l’invito ci sono state Paco RabanneDolce&GabbanaEtroTommy HilfigerCavalliNicholas Kirkwood, Elie Saab e Imitation of Christ, che hanno svelato le loro collezioni digital/reali portandole in scena su passerelle virtuali. Accanto ai marchi di ready to wear, una squad di realtà attive anche nel mondo degli accessori, da Coach ad Axel Arigato, da Ester Manas a Eytys, hanno animato l’agenda della kermesse grazie a uno store studiato ad hoc dalla digital fashion house Republiqe assieme al retailer Monnier Paris.

Selfridges ha aperto il suo primo flagship. Last but not least, assieme ai marchi habitué dei catwalk internazionali, anche le vedette del metaverse hanno animato il line-up d’insieme: realtà come The FabricantAuroboros o DressX hanno infatti svelato i loro capi, soltanto virtuali, grazie a passerelle digitali ed esperienze immersive. Ma non solo. Perché l’evento ha ricalcato lo schema classico di una settimana della moda, offrendo agli utenti anche esperienze di shopping, grazie alla creazione di uno spazio virtuale simile alle vedute della avenue Montaigne di Parigi, dove i marchi hanno avuto la possibilità di vendere articoli sia fisici che digitali. E non solo. Sono stati creati showroom espositivi dedicati a streetwear e talenti emergenti della scena cinese; è stato inaugurato un cinema dove sono stati proiettati film di Chanel e Lanvin. E tra talk di esperti e vernissage d’arte, non sono mancate anche feste e party post-défilé, come quelli di Faith connexion, per esempio.

In un tourbillon senza limiti tra passato classico e futuro tecnologico. «Moda e couture non sono nuove nel metaverso. Decentraland è stata tra i player più attenti alla moda fin dal 2020, quando sono stati lanciati i primi outfit dedicati agli avatar. Da quel momento i nostri tecnici e i nostri creativi hanno lavorato per spingersi oltre i limiti e regalare ai nostri wearables una dimensione sempre più ampia. Tanto che nel corso dello scorso anno le vendite dei wearables per gli avatars ha superato il milione di dollari», ha spiegato Sam Hamilton, direttore creativo della Decentraland foundation e anima della prima settimana della moda digitale. «Offrire articoli acquistabili e virtualmente indossabili è importante per l’evoluzione della moda digitale nel metaverso. La vera forza di questa fashion week sta non solo nella prevalenza delle esperienze digitali su quelle fisiche, ma anche nella più facile accessibilità alle collezioni dei marchi di lusso. Che grazie al metaverso avranno la possibilità di dialogare con un pubblico molto più ampio e sempre più globale, senza barriere».