Moda, Armani chiude il 2020 con ricavi a 1,6 miliardi: flessione del 25% nell’anno del Covid.

Mentre tutti cercano di capire se ci sarà o no un’alleanza nella moda che coinvolga Giorgio Armani, il gruppo ha diffuso oggi, domenica 25 luglio, i risultati del 2020 e del primo semestre 2021.

Un comunicato, va detto, tutto e solo concentrato sui numeri e dove non si fa cenno a eventuali cambiamenti futuri. La pandemia ha naturalmente colpito anche Armani che, appena l’emergenza si è allentata, è tornato a crescere dimostrando una volta di più come i segmenti più alti del mercato siano resistenti, tanto da essere guardati con un interesse crescente da parte degli investitori e dei private equity.

E lo stesso Armani si dice “particolarmente ottimista e determinato”.

Il gruppo si conferma fortemente liquido, con quasi 1 miliardo di posizione finanziaria netta (950 milioni), pur se in calo del 24% rispetto al livello del 31 dicembre 2019, mentre il patrimonio netto consolidato è allineato ai dati del 2019 con 2.010 milioni di euro.

Nel dettaglio, i ricavi netti consolidati sono stati di 1,6 miliardi di euro, con una riduzione del 25% sul 2019. “La flessione – spiega il comunicato – si è fortemente concentrata nel primo semestre dell’anno; già nel secondo semestre 2020, infatti, i ricavi netti consolidati evidenziano un netto recupero, nonostante le nuove ondate di contagi e l’intensificarsi dello stato di emergenza in Europa che hanno contraddistinto l’ultimo trimestre del 2020”.

E Giuseppe Marsocci, vice direttore commerciale del gruppo, ha precisato che sui numeri ha impattato anche la scelta “di contenere l’offerta delle nuove collezioni, in considerazione del momento storico, con un merchandising nei negozi allineato alle stagioni climatiche e con attenzione alle esigenze reali dei clienti finali”.

L’Ebita consolidato è stato di 263 milioni mentre l’Ebit è andato in rosso per 29 milioni. L’utile netto è stato di 90 milioni. Volendo considerare il fatturato indotto, il gruppo lo ha quantificato in 3,3 miliardi (-21%). Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi netti consolidati a cambi correnti segnano un +34% rispetto al primo semestre 2020 ( +38% a cambi costanti e +59% considerando il calendario retail nei canali a gestione diretta, escludendo quindi wholesale e licenze).