No more violence, please !! Lo sentiamo ripetere spesso, ma cosa facciamo davvero?

La violenza sulle donne non si arresta, anzi sembra aumentare notevolmente nonostante appelli, movimenti, manifestazioni, trasmissioni televisive dedicate, film sul tema, articoli come questo.

Difficile capire cosa scatta realmente nella testa di un uomo quando commette un crimine contro una donna, se è solo colpa di una sua evidente malattia o anche di una società in totale depressione, passività.

L’ involuzione della società è sotto gli occhi di tutti, la sua decadenza è visibile. Purtroppo sotto certi aspetti, inarrestabile. Tutti parlano della violenza sulle donne, tutti sono pronti a dirsi contro ogni forma di violenza, tutti diventano in un attimo paladini in difesa della donna.

Ma quanti la difendono davvero? Ben pochi. La televisione molto spesso è specchio della realtà in cui vive un Paese. Per cui basta dare un occhio a ciò che viene quotidianamente trasmesso per capire il senso delle cose.

La donna per molti rimane un oggetto, rimane importante come fisicità, come desiderio sessuale, come corpo con cui passare momenti sessualmente appaganti. Nulla più. Questi molti li incontriamo per strada, li vediamo in televisione, al cinema, in teatro, nel mondo dello spettacolo in generale.

Proprio da questi settori dovrebbe partire il cambiamento, la rivoluzione, lo stravolgimento delle cose, con proposte attente, equilibrate. Il rispetto prima di tutto. Difficile da attuare, inutile girarci intorno, troppo difficile da attuare.

Come potrebbe essere possibile un prima serata di spettacolo senza gambe, seni, glutei, vestiti seducenti, tacchi da capogiro. Si agisce nel segno dell’ audience, degli ascolti, dei like per parlare dei social dove orma è tutto permesso.

Si perde di vista il concetto di seduzione sana che una donna attua inevitabilbente verso un uomo ( e viceversa ) e si cade nella trappola del troppo scoperto, del fisico in bella mostra a tutti i costi, facendo passare un messaggio sbagliato, fuorviante per i malati di turno. Loro la vedono diversamente, loro la vedono oggetto e proprietà, soddisfazione fisica e centro dove affogare ogni propria repressione e delusione. Il rifiuto, il NO viene da questi ribattutto con la violenza, a volte talmente atroce da far rabbrividire.

Si parla tanto di rinascita, di reinizio. Ecco, ricominciamo dalla civiltà. Troviamo il modo vero di curare i malati di turno e di punire rapidamente chi commette violenza, di cogliere i messaggi reali di disagio di una donna e di non far finta di essere “contro” o riempirsi la bocca di belle parole, bandiere al vento, piazze piene di gente confusa e slogan inutili.

Vale un pò per tutto !!