REALTA’ IN CONTRASTO – dalla ribellione all’eccesso.

Chiudi gli occhi, oggi ti porto indietro nel tempo.

Precisamente in un’epoca ricca di disordine, di realtà urbana in
contrasto con la grande espansione economica, il benessere e gli
eccessi: gli anni ’50 – ’60.

Miracolo Economico – Fenomeno di ricostruzione dell’Italia dovuto
all’estrema crisi dei decenni precedenti, il quale creò grandi squilibri
sociali.

Libertà e Tolleranza furono due parole chiave di questo periodo
storico con il Benessere, quella prosperità dovuta alla crescita del
mondo del lavoro e del commercio.

Ma se vi dicessi che quattro identità/tipologie di persona molto
importanti rappresentano a pieno quest’epoca e l’antitesi con la quale
abbiamo iniziato?
Audrey Hepburn, iconica Holly in Colazione da Tiffany, provinciale ma
molto sofisticata che frequenta gente di ogni classe sociale.

La semplicità dell’essenziale e leggerezza dei movimenti e dei pensieri.
Rappresenta la donna di alto rango sociale, che, consapevole di sé,
guarda le altre persone creando una distanza assordante.

Il mito dei ribelli hollywoodiani come James Dean e Marlon Brando
identifica invece l’uomo caotico, privo di valori, legato a questa
insopportabile “noia di vivere” e completamente sottomesso alla
bellezza della donna.

Accanto alle linee classiche e rigide, si impone lo stile sportivo
incentrato su pantaloni più stretti o jeans, capispalla in pelle spesso
abbinati alla t-shirt bianca usata originalmente dai militari americani.
Gli anni ’50 sono i cosiddetti primi anni della “Contro Moda”,
abbigliamento trasgressivo e provocatorio usato dai giovani come
simbolo della loro condizione che porterà negli anni ’60 all’evoluzione
del concetto di abbigliamento, come espressione di identità.

Ormai nominata la “Contro Moda” non possiamo che mostrare la terza
personalità di questo percorso: la donna rivoluzionaria, ribelle.
Betty Friedan, madre del femminismo moderno organizzò nel 1957
dei sondaggi per tutte le donne, scrivendo articoli che rielaborò nel
libro pubblicato nel 1963 – “The Feminine Mystique”.

Questo libro-richiesta smentì totalmente lo stereotipo di donna fornito
dalle pubblicità e dalla sociologia e fu il primo passo verso
l’eguaglianza costituzionale.

La donna iniziava a non sottostare alle regole che la società gli aveva
imposto, dimostrando la capacità di andare a lavorare, mantenere la
famiglia ed avere il suo tempo libero.

Tra un flash e l’altro vi presento la quarta e ultima identità: la donna
fiera rappresentante de La Dolce Vita e del Made in Italy.
Ingenua, provocante, piena di eccessi, sempre aggirata da Paparazzi
alla ricerca dello scatto più eccentrico.

Basta pensare alle campagne pubblicitarie “La Dolce Vita” create da
Dolce e Gabbana, nelle quali Bianca Balti e Monica Bellucci
impersonano proprio questa categoria tra modernità e tradizione.
Quattro personalità diverse tra loro ma unite dal desiderio di
ribellione e trasgressione che traspare dai loro sguardi in scenari di
quotidianità e vita mondana.

Se potessi viaggiare nel tempo, in quale personalità ti identificheresti?

Sarah J Jones