Valentino Vintage da Madame Pauline a Milano è un successo: l’eterno fascino di questi abiti ci indica la strada per una moda più sostenibile

C’è il tubino bianco con ricami floreali in pizzo, il minidress da cocktail nero e il vestitino bon-ton ceruleo. E ancora, le pencil skirt per un nude look e gli abiti da sera in seta nell’iconico rosso.

A guardarli sembrano appena scesi dalla passerella e invece questi capi hanno più di cinquant’anni, qualcuno addirittura settanta. Sono intrisi di vita, di storie, eppure modernissimi. 

Chissà a quali feste mirabolanti ha partecipato quella meraviglia con gli orli svolazzanti impiumati, chissà quali mani appassionate hanno abbassato la cerniera di quell’altro vestito nero con il corpetto in paillettes, quali amori ha vissuto quell’abitino in pizzo.

A toccarli con mano ci si immagina volti, luoghi lontani, intrighi familiari, party esclusivi: è il potere “magico” del vintage che qui si unisce alla straordinaria bellezza della sartorialità di Maison Valentino.

Abiti, ma anche cappelli e gioielli, pregni di vita vera, di un vissuto personale, famigliare, portatori di un racconto legato a quell’etichetta e, inevitabilmente, quel logo che li rende ancora oggi preziosi baluardi di un passato che si proietta nel futuro.

Maison Valentino ha creato nell’esclusivo takeover di Madame Pauline Vintage in occasione della Milano Design Week che si è appena conclusa. La casa di moda romana ha infatti selezionato quattro Vintage Store in tutto il mondo – The Vintage Dress a Tokyo, Resurrection Vintage a Los Angeles, New York Vintage nella Grande Mela e, appunto, Madame Pauline Vintage a Milano – per portare a compimento la “fase 2” del suo progetto di moda circolare Valentino Vintage.

Un’iniziativa unica nel suo genere, che ha preso il via nell’ottobre del 2021 con la richiesta al pubblico di riconsiderare il proprio “archivio” personale di capi della maison per dargli nuova vita.